Lo Sport, un Ponte per la Palestina

Il progetto dell'associazione Ponti non Muri "Lo Sport: Un Ponte per la Palestina" prevede l’organizzazione del IV° “stage” di atletica leggera, da svolgersi a Sassari nel periodo agosto/settembre 2017. Allo stage parteciperanno 4 atleti (2 ragazze e 2 ragazzi fra i migliori della squadra “I giovani di Gerico”, unica mista in Palestina), l’allenatore della Società Nadi Shabab Ariha, un interprete. Leggi tutto...

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Lo Sport, un Ponte per la Palestina

Il progetto dell'associazione Ponti non Muri "Lo Sport: Un Ponte per la Palestina" prevede l’organizzazione del IV° “stage” di atletica leggera, da svolgersi a Sassari nel periodo agosto/settembre 2017. Allo stage parteciperanno 4 atleti (2 ragazze e 2 ragazzi fra i migliori della squadra “I giovani di Gerico”, unica mista in Palestina), l’allenatore della Società Nadi Shabab Ariha, un interprete. Leggi tutto...

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Il progetto prevede l’organizzazione del IV “stage” di atletica leggera, da svolgersi a Sassari nel periodo settembre 2017, per la durata di 10 giorni, sempre in collaborazione con la squadra di atletica leggera del CUS Sassari (Centro Universitario Sportivo) e con uno staff di allenatori che ha trentennale esperienza in questo campo (gli stessi che hanno allenato i ragazzi durante i precedenti appuntamenti: Elisabetta Pinna e Giorgio Fenu).

Allo stage parteciperanno 4 atleti (2 ragazze e 2 ragazzi fra i migliori della squadra “I giovani di Gerico”), l’allenatore della Società Nadi Shabab Ariha, un accompagnatore-traduttore dall’arabo all’italiano e dall’italiano all’arabo. Gli atleti (fra i 14 e i 20 anni) saranno diversi da coloro che hanno partecipato ai precedenti stages, per permettere anche ad altri elementi di vivere questa esperienza unica.

Lo stage prevede:

  • 10 giorni di allenamento intensivo presso lo “Stadio dei Pini” di Sassari;la partecipazione dei 4 atleti ad una o due gare insieme ad atleti sardi e della Penisola;
  • l’organizzazione, a Gerico, prima dell’arrivo in Italia, di un corso di lingua italiana organizzato in collaborazione con il Comune di Gerico. Le lezioni si tengono due o tre giorni alla settimana per due ore consecutive;
  • visite culturali per conoscere e approfondire la cultura sarda;
  • incontri con autorità locali, con la cittadinanza e con varie società sportive della Sardegna;
  • incontro-evento di presentazione dei ragazzi.

Siamo convinti, forti delle precedenti riuscitissime esperienze, che l’organizzazione del IV° “Stage” sia il migliore modo per mettere a fuoco capacità e obiettivi, da sfruttare al rientro in Palestina, anche per invogliare altre ragazze e ragazzi palestinesi a dedicarsi allo sport. Da non sottovalutare la ricaduta sui ragazzi italiani che entreranno in contatto con la delegazione palestinese: avranno una buona opportunità per aprire una finestra su una nuova cultura, nuove tradizioni, usanze, profumi e sapori. Tutto ciò potrà portare, in un prossimo futuro, ad una visita di atleti sardi in Palestina.

Obiettivi che si intendono realizzare:

  • Sostenere la gioventù palestinese, dandogli speranza in un futuro migliore, futuro che loro stessi possono costruire nonostante le difficoltà di una vita sotto occupazione militare che dura da oltre 70 anni, con privazioni, rischi e sacrifici continui;
  • aiutare questi ragazzi ad uscire dal muro di indifferenza e rassegnazione che li circonda;
  • dare alla gioventù palestinese una speranza di crescita sana e di sostegno reciproco che solo lo sport può dare;
  • consolidare il gemellaggio creato fra la squadra di atleti palestinesi Shabab Ariha e la squadra del CUS Sassari, per scambi culturali e confronto continuo;
  • dare ai giovani sassaresi che entreranno in contatto con gli atleti palestinesi una nuova possibilità di crescita nella scoperta di una nuova cultura;
  • far conoscere ai ragazzi palestinesi i saperi locali, la cultura e le tradizioni della nostra isola;
  • mettere a fuoco le esperienze dei primi tre “stages” per accrescere il livello di conoscenza e di abilità tecniche acquisite e da acquisire, al fine di poterle adattare, trasformare e “trasportare” nella propria terra perché possano usufruirne anche gli atleti più piccoli che si affacciano per la prima volta alla pratica sportiva;
  • allargare l’ambito territoriale delle conoscenze reciproche, che ha avuto come fulcro la città di Sassari, alle altre realtà sarde e della Penisola.

È possibile seguire le attività legate al progetto sulle pagine facebook e instagram PONTI NON MURI.

Il racconto di una precedente edizione: http://www.qcodemag.it/2015/09/17/ponti-non-muri/

Argomenti: Diritti umani

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